La ricerca della felicità: l’insoddisfazione dell’uomo

Questa era una traccia della prima prova della maturità del 2009. Ce l’hanno dato da fare come tema visto che siamo i prossimi che affronteranno il suddetto esame. Giuro che pensavo di aver preso un quattro e mezzo, ma sono rimasta sorpresa quando la professoressa mi ha detto che le è piaciuto il mio tema, quindi ho deciso di riproporlo qui, come l’avevo scritto, senza cambiare una virgola. E’ un saggio breve, quindi ovviamente ci sono delle citazioni prese dai documenti che mi avevano dato.

Spero che qualcuno possa darmi un ulteriore giudizio su questo mio fantastico tema, giusto per sapere se vale qualcosa, e magari anche cosa posso migliorare.

Lascio lo spazio al mio manoscritto.

 

Ambito socio-economico
Argomento: La ricerca della felicità
Titolo: L’insoddisfazione dell’uomo

 

Nel corso degli anni la nostra società si è sempre più sviluppara economicamente, socialmente e anche tecnologicamente. In media, abbiamo un buon tenore di vita, e possiamo permetterci molte cose: l’ automobile, il cellulare nuovo, i vestiti di marca, e tutto ciò che suggerisce la moda del momento. Grazie al progresso, «oggi siamo effettivamente più felici di venti anni fa ma non ci riteniamo tali perchè le nostre aspettative sono cambiate, e desideriamo sempre di più» (Mauro Maggioni e Michele Pellizzari, La Stampa).

Anche gli economisti, infatti, si sono interessati al tema della felicità e del benessere degli individui.

Lo stato di infelicità delle persone deriva dal credere che il potere economico e i soldi diano la felicità, quindi si tende ad affezionarsi alle cose materiali e, purtroppo, vivamo in una società in cui sono i marchi e i loghi che determinano il ruolo e la posizione sociale di un individuo.

La felicità individuale è strettamente connessa al rapporto che si ha con gli altri, come amici e parenti, perciò «per essere felici occorre essere almeno in due» (Stefano Zamagni, Avarizia).

Ma la felicità non dipende solo da questo: bisogna cercare di raggiungere i propri obiettivi, cercare di dare sempre il massimo in ogni cosa.

Al giorno d’oggi, però, è sempre più difficile solcializzare con gli altri, perchè grazie ad internet si può parlare con persone che sono distanti da noi, ma purtroppo ci ritroviamo spesso soli, davanti al computer, a scricverci con persone che magari abitano vicino a noi. La carenza di relazioni potrebbe essere un motivo dell’infelicità dell’uomo, sempre più impegnato nel lavoro e nel raggiungere il titolo più alto, ma vinto negli affetti.

L’errore che spesso commette ogni individuo è di pensare che la felicità e l’avere sempre più beni siano collegati.

Le cose materiali danno solo una temporanea soddisfazione, danno un senso di appagamento, ma dopo poco tempo l’uomo si trova nello stato di infelicità precente, per questo si desidera sempre di più.

Perciò, l’uomo “economico” è condannato all’infelicità, perchè l’economia da sola non può essere la base della felicità dell’uomo, ma sono gli affetti che lo rendono completo e danno un senso alla sua esistenza.

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